5 ottobre 1975

LA TERZA STRADA

 

Figlio, quante volte non ho chiesto la conversione di molti miei sacerdoti, travolti da una visione errata della vita sacerdotale! Ma principio di ogni conversione è l'umiltà.

La superbia è un muro invalicabile che si erge tra l'anima e Dio; bisogna abbassarsi per potersi poi innalzare fino a Dio.

La superbia tiene lontano da Me molti sacerdoti e miete tra essi molte vittime per l'Inferno. Anche se l'opinione di parecchi non concorda con questa mia affermazione, la realtà irrefutabile è questa.

E' stato detto che due sono le strade obbligate che portano a salvezza: l'innocenza e la penitenza.

Ma Io ti dico che ve n'è un'altra, una terza piu breve e non meno sicura delle due prime, ed è quella dell'Amore.

La strada dell'innocenza è brulicante di tanti angioletti umani: sono i bambini sorpresi dalla morte prima che la colpa li abbia sfiorati.

Con loro vi sono anche altre anime che umiltà e corrispondenza perseverante e generosa agli (p.116) impulsi della mia grazia, hanno conservalo e preservato da ogni contagio del male, arrivando al termine del loro cammino terreno, con tutto lo splendore e il candore immacolato della neve.

In Paradiso, formano un coro celestiale osannante a Dio tre volte Santo.

Vi è poi la seconda strada della penitenza necessaria a tutti quelli che sventuratamente, in misura diversa, hanno fatto la dura e amara esperienza del peccato. " Se non farete penitenza, non entrerete nel Regno dei Cieli ".

Moltissimi sono i peccatori, ma non tutti imboccano la strada della penitenza. Il perchè di questo voi non lo sapete e non lo capite, perchè solo Dio scruta l'abisso insondabile del cuore urnano.

Nessuna creatura umana, anche la più traviata, è totalmente negativa; in ogni uomo, in proporzioni diverse, vi è sempre il bene ed il male. La grazia sufficiente per salvarsi Io, Dio, la dono e la concedo a tutti.

Non tutti però la sanno cogliere, non tutti ne sanno fare tesoro.

Ma vi sono altre ragioni che i sacerdoti non possono ignorare, senza tradire la loro vocazione.

Non sono i sacerdoti i miei corredentori? (p.117) Ignorano questo lato fondamentale della vita sacerdotale ?

Hanno forse dimenticato la mia infinita sofferenza per le anime ? Non sanno più posare il loro sguardo su di me Crocifisso? Non sanno forse che se loro non mi seguono sulla via della Croce, vale a dire della penitenza interiore ed esteriore, annullano la loro fecondità spirituale ?

Non pensano molti sacerdoti al bene mancato, alle tante anime perdute ? Non pensano che per loro è dovere di giustizia e carità operare santamente per salvare anime ?

Non hanno tempo per inginocchiarsi davanti a me Crocifisso, per un serio esame di coscienza per ascoltare la mia voce... Se lo facessero, quantá luce nelle loro anime!

Di recente ho parlato della Comunione dei Santi, altra realtà sublime, altra sorgente di grazia e di grazie, per chi in essa crede e di essa vive.

I frutti della mia Redenzione passano e debbono circolare in tutto il mio Corpo Mistico, cioè nella Chiesa trionfante, purgante e militante. Ma passano in misura e proporzione di cui sapete e volete valervene.

 

La strada dell'amore

Ora resta da dire una parola sulla terza strada la più breve, I'accorciatoia per il Paradiso, scelta (p.118) da tante anime privilegiate: è la strada dell'amore.

Non è che sia stata aperta alle anime solo in questi ultimi tempi. Essa è sempre esistita, come le altre due.

Maria Maddalena ha scelto questa strada e, dopo di lei, tante altre anime. Ma in questi ultimi tempi vi è stata una riscoperta. Fu preferita e battuta da tante anime, fra queste Teresina del B. G.

Io, figlio, mi sono immolato affinchè voi foste una cosa sola tra di voi e con Me, come Io lo sono col Padre e con lo Spirito Santo.

L'amore ha due dimensioni, la verticale tesa verso Dio, l'orizzontale tesa verso il prossimo. Così è di Me, così deve essere di voi.

Questo amore deve stare in cima a tutti i problemi della vostra vita: se così non fosse, non sareste più sulla rotta giusta. L'amore unisce, l'amore cementa.

Padre, Figlio e Spirito Santo, sono Tre in Uno. L'amore quindi equivale ad unità, ad unione.

L'amore che unisce l'anima a Dio e ai fratelli, è fuoco che purifica e che brucia le scorie della fragilità umana. Il mio spirito è spirito di amore che riscalda, illumina e vivifica: dissolve le ombre della debolezza umana che si posano sullanima.

Ma l'amore è anche forza e potenza, come il (p.119) ferro fuso con il cemento: le due nature si fondono e si trasformano in un solo unico e infrangibile blocco, contro cui invano cozza la forza di chi lo vorrebbe spezzare.

Così amore divino e umano, fusi insieme, uniscono le anime a Dio e tra di loro per formare un solo unico blocco, così compatto che inutilmente cozzano le forze del Male.

Figlio, sforzati di raffigurarti il mio Corpo Mistico come dovrebbe essere: un poderoso blocco di tutte le sue membra, unite al Capo, che nessuna forza terrestre e infernale potrebbe scalfire.

La Chiesa purificata e rigenerata del secolo futuro sarà questo corpo granitico che nessuno potrà infrangere, anzi neppure scalfire. Le vie di Dio e i piani di Dio sono molto diversi dai vostri piani e dalle vostre vie.

 

Far tacere gli egoismi

Insisto sulla necessità di porre mano alla scure.

Le varie chiese locali, se vogliono cogliere con saggezza i segni dei tempi, debbono tutto rivedere e riorganizzarsi sulle due dimensioni dell'amore.

E' tempo di far tacere gli egoismi, le ambizioni e le invidie, le gelosie; è tempo di uscire dalle nubi che vi avvolgono, di scuotervi la polvere dai panni.(p.120)

E' tempo di sbarazzarsi del pesantissimo fardello del materialismo, sia esso marxista o capitalista: I'uno e l'altro sono velenosi e micidiali. E' tempo per molti miei sacerdoti, contagiati da questo veleno, di rientrare e convertirsi, se non vogliono perire.

Le strade dunque per arrivare a Dio, onde realizzare i fini della Creazione e Redenzione, e per i miei sacerdoti e per le anime consacrate in genere anche il fine della loro Vocazione, sono tre e tutte e tre valide e ottime, perchè in tutte e tre è sempre presente l'elemento essenziale: l'amore, i anche se con colori e sfumature diverse.

Figlio mio, fallo sapere a tutti i miei sacerdoti: non vi è più tempo di indugiare.

Ai buoni è dovere imposto dalla carità di pregare e di offrirsi per i più tiepidi e per i più lontani.

Essi si dibattono fra le insidie e le seduzioni di un mondo che non è mio ma di Satana, e i morsi della coscienza la quale, anche se incallita, insorge perchè oppressa da un peso che non vorrebbe portare.

Ti benedico; voglimi bene. (p.121)