13 giugno 1967

MANCANZA DI CAUTELA

 

Figlio mio, scrivi ciò che L. sta per dirti

- Don O., aspettavo questo momento. Ricordi ciò che ti dissi nell’ultimo mio messaggio ? Dissi che in Paradiso nessuna cosa può farci... arrabbiare.

La visione di Dio, la partecipazione attiva alla Sua vita è cosa talmente grande che non è esprimibile in termini umani. Qui la felicita è piena e perfetta; nulla può mutarla, per questo non vi è posto per quanto voi chiamereste arrabbiature.

Ma ti ripeto, Don O., se posto ci fosse stato, i motivi per arrabbiarci non sarebbero mancati questi motivi sono proprio forniti da voi.

Tutto ciò che vi è stato detto, prima, durante e dopo il viaggio, non sono valsi a molto.

Voi continuate a vivere il vostro tran-tran di vita, senza nessun sforzo per penetrare il contenuto dei messaggi.

Nulla sono valsi gli avvertimenti per mettervi in guardia da chi, ovunque seguendovi, deviava la vostra attenzione verso interessi ed obbiettivi diversi da quelli fissati dalla Provvidenza.(p.101)

E' riuscito, per quella mancanza di cautela necessaria, a scoprire ciò che non avrebbe mai dovuto conoscere da parte vostra. Così gli è stato facile sviare i vostri piani, confondere le vostre idee, ingenerando dubbi ed arrestando ogni attività volta a realizzare il piano del Signore.

 

Solo un velo

Don O., quante cose incresciose sono successe!

Ancora non avete chiara la convinzione di essere stati prescelti per essere strumenti della Volontà divina.

Non vi è stata continuità né di fede, né di corrispondenza ai disegni di Dio!

- L., che ne sarà ora?

- Dio è grande e infinitamente buono, spetta a voi umilmente riconoscere le lacune della vostra fede.

Don O., pur essendo noi ancora tanto vicini, voi non ne siete ancora convinti. Ancora una volta vi ripeto che solo un misterioso velo ci divide. La vita nostra è tanto diversa dalla vostra, ma è tanto vicina.

Voi siete nella mischia, noi siamo nella infinita pace di Dio, che nulla può turbare od alterare.

Don O., vi ripeto: siate più solleciti per le cose del Cielo che non per quelle della terra. Che valgono (p.102) le cose della terra? Nulla! Nulla! Nulla! Di esse neppure il ricordo resterà!

Se questa sollecitudine delle cose di Dio ci fosse stata, non si sarebbero verificate deficienze e fughe.

 

Spiritualmente preparati

Don O., attenzione a non frustrare i piani del Signore e il nostro ardente desiderio di aiutarvi.

Abbiate fiducia in noi, che vi seguiamo passo, passo!

Come voi, noi pure conoscemmo dubbi, esitazioni, intrighi suscitati dal comune Nemico.

Don O., dirai alla madre mia che non le è mancata tutta la mia protezione ed il mio amore di figlia, amore che la morte fisica non recide ma perfeziona.

Non le mancherà neppure in futuro, quando ne avrà maggior necessità. Dirai alla madre mia che sono nel mio cuore anche la sorella P., le nipoti e gli altri che mi furono e mi sono egualmente cari.

Per tutti prego, intercedo e vigilo.

Dirai ancora alla madre mia che occorre essere spiritualmente premuniti e preparati all'oscurità che va inesorabilmente addensandosi.

 L. (p.103)