Questo terzo libro, che segue al " Tu sai che Io ti amo ", e al " Figlioli miei, coraggio!", è un altro piccolo raggio che parte dal Cuore buono di Gesù e ci aiuta a coglierne i desideri e a compierne la volontà.

Sono pagine che, lette con calma e con umiltà, fanno riflettere. Scuotono anche, ma senza scoraggiare.

Per meglio comprenderle sarebbe bene tener presente queste premesse:

- di persone di buona volontà nel mondo, nella Chiesa, tra i Vescovi, i Sacerdoti e i fedeli, sempre ce ne sono state e ce ne sono pure, forse piú nascoste ma non meno valide e operose, anche ai nostri giorni.

Eventuali ammonimenti da parte di Gesù vanno quindi a coloro (pochi o molti li conosce e giudica solo il Signore) che fra noi si sono raffreddati nello spirito di fede.

- l'insistenza quasi pesante sulla gravità e intensità dell'azione disgregatrice di Satana sulle anime e sui corpi, sulla famiglia e sulla Chiesa, è insistenza appositamente voluta. Non è che per il Signore e per noi non esistano altri problemi nella pastorale. Vuol soltanto richiamarci a una lettura e unificazione dei vari problemi in chiave di fede che ci riporti all'essenziale: amare sempre di più (p.5) il Signore e il prossimo e allontanarci sempre più dal peccato e dal nostro seduttore.

- Ci sono pagine, specie nell'ultima parte del libro, che sembrano fra loro staccate e di carattere privato per il tono e gli argomenti. Hanno però uno scopo preciso: farci esperimentare come il mondo delle persone invisibili (Dio, la Madonna, gli Angeli, i Santi, le Anime del Purgatorio, ecc.) sia tutt'altro che lontano e indifferente nei confronti delle realtà visibili.

La Comunione dei Santi dovrebbe essere riscoperta come l'atmosfera autentica, sana, e necessaria allo sviluppo di ogni vita cristiana.

- Di quanto Gesù (come noi abbiamo fiducia e motivi per credervi) ci viene proponendo, occorre far tesoro con amore e con saggezza. Quindi non paure e allarmismi che urterebbero contro la nostra fede nella Provvidenza e niente pessimismi e giudizi temerari sul nostro prossimo che, fatti da noi, sono illegittimi e contro la carità.

Tutto va applicato alla propria situazione personale e tradotto nella realtà quotidiana con forza e con equilibrio. Il bene va tutto voluto, ma compiuto solo nella misura che ci è reso concretamente possibile.

Lo strumento di cui il Signore ha voluto servirsi anche per questo volume. (p.6)

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Perché Dio ha scelto me?

Chi sono io? Sono meno di un granello di polvere di fronte all'universo, sono meno di una gocciolina invisibile di fronte all'oceano, sono meno di un ripugnante vermiciattolo che striscia nel fango dalla terra. Sono un povero prete, fra i tanti, il meno colto, il meno dotto, il più sprovveduto, un povero prete ricco solo di innumerevoli miserie di ogni natura.

Perché Dio ha scelto me? Perché si capisca che io non sono altro che un povero strumento nelle sue mani, perché da tutti si capisca che non sono altro che una miserabile penna spuntata, la mia stessa calligrafia è simbolo della mia incommensurabile povertà e nullità.

Perché Dio ha scelto me? Per confondere i superbi, gonfi di orgoglio per il loro sapere, che di errori, di eresie hanno riempito la Chiesa, avvelenando le anime.

Sì, scemenze, errori , eresie, su Dio, sulla Chiesa, sulla Vergine SS.ma, sulla Rivelazione; Dio è infinitamente semplice e semplici ed umili vuole noi.

"In verità vi dico che se non diventerete semplici come questi piccoli, non entrerete nel regno dei cieli".

Basta trasformare le cose semplici, nelle cose più complesse, basta coniare nuovi vocaboli, nuove parole, per ostentare il loro sapere e attirare in tal modo su di sè l'attenzione altrui.

Questa breve introduzione la reputo utile, se non necessaria, perché si stabilisca, tra me, strumento, e i lettori ai quali questo libro è indirizzato, entrambi coinvolti in un disegno d'amore della Provvidenza Divina, un contatto spirituale che faciliti l'attuazione della volontà divina.

 

d. O. M.